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mercoledì 13 giugno 2012

PANE INTEGRALE ALLE NOCI CON LIEVITO MADRE

Un altro esperimento graziosamente concesso dalla mia Palla, ottima riuscita grazie a due nuovi accorgimenti: due o tre rinfreschi della Palla prima dell'utilizzo e pieghe a portafoglio dell'impasto.
Una mano alla lievitazione l'hanno data il malto e la temperatura leggermente più alta in casa. Una mano al sapore la farina integrale, il germe di grano e le noci aggiunte ad una delle due pagnotte, giusto per variare un po'... Con il lievito madre avanzato dai rinfreschi ho formato dei "grissoni", spennellati d'olio e cosparsi di sesamo.
L'integrale alle noci ha fatto faville con una fetta di prosciutto di Parma!

venerdì 18 maggio 2012

Pane casereccio... sempre meglio!

Alla continua ricerca della ricetta perfetta.... solito procedimento, dosi leggermente diverse, in parte consapevolmente, in parte per necessità!

200gr di lievito madre rinfrescato
400gr di farina (120gr farina 0, 280gr farina di grano duro... amara scoperta di aver finito la farina 0, ma la fortuna mi ha sorriso con un fragrante risultato!)
320gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di olio
un bel pizzico di sale


E con il lievito madre avanzato, ho formato delle piccole pagnotte, le ho cosparse di farina di grano duro, un filo d'olio e sale grosso... un altro esperimento per non buttare niente che si trasforma in un'ottima focaccina perfetta con due fette di Ciauscolo.


LA FOCACCIONA

L'altra sera, aprendo il frigo per preparare la cena, ho buttato un'occhiata distratta al vaso che contiene la mia Palla, il mio lievito madre... amara scoperta! Tradimento! A soli 3 giorni dall'ultimo rinfresco era già cresciuto fino a riempire completamente il barattolo! Palla prepotente, esigente ed egocentrica, costringermi ad un rinfresco fuori programma, ad un utilizzo improvvisato di una sua parte...
Ecco come nasce la mia focacciona.

LA FOCACCIONA
Per la base:
250gr di lievito madre rinfrescato
500gr di farina, metà Manitoba e metà 0
400gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaio di olio
un bel pizzico di sale
Per il condimento:
1/2 cipolla di Tropea
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
1 cucchiaio di olio
pomodorini pachino
sale


lunedì 7 maggio 2012

IL PANE CASERECCIO

Quando ero bambina, a casa mia il pane costituiva l'alimento regnante sulla nostra tavola. Non poteva mancare mai. E non si buttava mai! C'era sempre una soluzione per il pane raffermo, o "secco", come lo chiamavamo noi. Ai tempi la nonna faceva il pane fatto in casa per tutta la famiglia tutto l'anno. Aveva un bel panetto di lievito madre che rinfrescava ogni settimana e col quale impastava 3 chili di farina per ottenere una decina di filoncini, che bastavano fino all'impasto successivo, e 6 o 7 pizzette bianche tonde con cipolla e rosmarino, che sparivano in qualche ora! Il rito era sempre uguale: sveglia all'alba per lei e per il nonno. L'una formava i filoncini e l'altro "facìa lu focu", faceva il fuoco, cioè preparava il forno: faceva bruciare una fascina di legna all'interno e, quando raggiungeva la temperatura giusta, lo ripuliva dalla cenere e dai carboni con uno straccio umido legato all'estremità di un bastone di legno.
Quel forno a legna, esterno, in muratura, anche se grezzo e bruttino, è ancora oggi uno degli angoli più belli della mia casa. Quel forno a legna significa famiglia, condivisione, festa. Sì perché il giorno in cui c'erano il pane fresco e la pizza bianca era un giorno di festa per me bambina. La cosa più bella era vedere i miei nonni che lavoravano in sincronia, perfettamente coordinati senza bisogno di parole, perfettamente consapevoli del loro ruolo, perfettamente capaci nei loro compiti. E il risultato non poteva che essere perfetto.
Ora il nonno non c'è più e la nonna non ha più l'energia necessaria per continuare a fare il pane. La tradizione si è interrotta. Il giorno in cui l'ho sentita dire "lo pa' non lo faccio più, non gliela faccio" (non avevo più di 15 o 16 anni), si è accesa dentro di me la prima piccola scintilla culinaria: un giorno sarò io a far rivivere la tradizione.
Ora, a 28 anni, sto muovendo i primi passi su questa strada. L'1 marzo è nata la mia Palla, il mio lievito madre. A distanza di 2 mesi è bello arzillo, lo rinfresco ogni 5 o 6 giorni e mi dò agli esperimenti. Vi ho già parlato della pizza, ma il primo tentativo è stato con il pane. Anche in questo caso ho dovuto provare più volte per perfezionare la tecnica e migliorare i risultati. Con il tempo ho imparato a non sottovalutare, a curare, alcuni aspetti che all'inizio avevo trascurato, come l'umidità sia dell'impasto che dell'ambiente di cottura, l'altezza a cui posizionare il pane e la gestione della temperatura del forno durante la cottura.

sabato 5 maggio 2012

PIZZA CON LIEVITO MADRE di GABRIELE BONCI

E finalmente arriva lei, Sua Maestà la Pizza!
I primi tentativi risalgono a molti anni fa, quando ancora la passione per la cucina giaceva sopita in un angolino nascosto. Credo sia stata la prima sperimentazione per cui ho detto: Mamma oggi ci provo io, stasera faccio la pizza per tutti!
Da dove cominciare?? Chiedo alla nonna!
La nonna fa una focaccia bianca fantastica! Altina, fragrante, profumata... e sempre uguale! La cuoce nel suo forno a campana che ormai ha almeno la metà dei suoi anni, ma le prestazioni fanno invidia ai forni moderni.
Attraverso l'aia che separa le nostre case e mi faccio raccontare come fa... sono affascinata dalla sua spiegazione ma incontro la prima grande difficoltà: lei non pesa gli ingredienti, "va ad occhio"! Sa quale risultato deve ottenere e la cinquantennale esperienza fa il resto.
Torno nella mia cucina e cerco di seguire al dettaglio tutte le istruzioni. Il risultato è stato... decente... ma mi sono detta che provando e riprovando sarei migliorata. Nel corso degli anni si sono susseguiti altri tentativi, devo dire non numerosi perché mai soddisfatta al 100% del prodotto finito... fino all'altro giorno.
Un'amica mi parla di uno chef considerato il mago della pizza e così faccio la conoscenza di Gabriele Bonci. Un paio di video sono sufficienti a capire che stavolta c'è qualcosa di diverso, di nuovo rispetto a quanto provato finora. Quindi devo provare.
E finalmente arriva lei, la ricetta per me, la ricetta con cui faccio una pizza molto simile a quelle delle pizzerie buone. Mi rimane ancora una pecca da risolvere, la cottura. Scontato dire che il forno di casa è ben lontano da quello professionale e ancor di più da quello a legna, ma ho il sospetto che il mio sia notevolmente sotto la media! Quindi, la prossima volta che vado a casa, riproverò ancora utilizzando la campana della nonna... e staremo a vedere!